Il Formato IFC: cos’è, perché è richiesto nelle gare e come utilizzarlo

Cos’è il formato IFC?

L’IFC (Industry Foundation Classes) è un formato di file aperto e standardizzato, progettato per facilitare l’interoperabilità tra diversi software BIM. Creato da buildingSMART International, l’IFC consente di scambiare e condividere informazioni tra diversi attori del progetto, indipendentemente dal software utilizzato.

A differenza dei formati proprietari (come i file .rvt di Revit o .dwg di AutoCAD), l’IFC è un formato neutro, pensato per garantire la massima compatibilità e la conservazione delle informazioni nel lungo periodo.

Perché le Stazioni Appaltanti lo richiedono?

Le Stazioni Appaltanti, soprattutto nel settore pubblico, richiedono spesso il formato IFC per diversi motivi:

  1. interoperabilità: consente di gestire i modelli BIM senza vincoli legati a software specifici. Questo è fondamentale quando diversi stakeholder utilizzano piattaforme diverse.
  2. trasparenza: il formato aperto permette di verificare le informazioni in modo indipendente, facilitando il controllo e la revisione da parte di terzi.
  3. conformità normativa: in molti Paesi, inclusa l’Italia, l’uso del formato IFC è previsto dalla normativa (come il nuovo Codice degli Appalti), che promuove la digitalizzazione dei processi e l’adozione di standard aperti.
  4. longevità dei dati: i modelli in formato IFC possono essere archiviati e consultati anche in futuro, senza dipendere da specifiche versioni di software.

Per rendere il concetto più chiaro, possiamo paragonare l’IFC a un file PDF: un formato universale e leggibile da qualsiasi dispositivo. Proprio come un PDF mantiene la formattazione, i caratteri e il layout originali indipendentemente dal software con cui viene aperto, l’IFC conserva intatti i dati e le informazioni del modello BIM, garantendo la compatibilità tra diversi programmi e piattaforme. Tuttavia, mentre un PDF è un formato statico che conserva solo il layout e i contenuti visivi, l’IFC contiene dati dinamici e complessi, come informazioni su materiali, proprietà fisiche e relazioni tra gli elementi del modello, rendendolo fondamentale per la gestione avanzata dei progetti BIM.

 Al contrario, il formato. rvt di Revit o il .dwg di AutoCAD sono simili a file Word (.doc), in quanto richiedono software specifici non solo per la visualizzazione, ma anche per la modifica efficace dei contenuti, che richiedono programmi specifici per essere visualizzati e modificati correttamente.

Come si può usare il Formato IFC?

L’IFC può essere utilizzato in diverse fasi del ciclo di vita di un progetto:

  1. condivisione del modello: oltre ad essere la modalità prevista per le gare pubbliche, permette di inviare modelli BIM a clienti, appaltatori o chiunque abbia interesse a visualizzarlo
  2. verifica e controllo: i modelli IFC possono essere aperti con software di model checking (come Solibri o Navisworks) per verificare la qualità, la coerenza e la presenza di eventuali interferenze (clash)
  3. computo e analisi: l’estrazione di quantità e dati tecnici è facilitata grazie alle informazioni strutturate all’interno del modello
  4. gestione del Facility Management: dopo la costruzione, il modello IFC può essere utilizzato per la gestione e manutenzione dell’edificio, grazie ai dati associati a ogni elemento

Come impostare correttamente l’IFC: best practice

Un file IFC ben fatto non è il risultato di un semplice “salva con nome”. Ecco le best practice per impostare correttamente un IFC

 1. Definisci i requisiti informativi prima di iniziare
Analizza attentamente gli EIR e i Capitolati Informativi: solo conoscendo esattamente quali dati sono richiesti potrai evitare rilavorazioni e incongruenze.

 2. Scegli la versione IFC più adatta

  • IFC2x3: lo standard più diffuso in Italia, soprattutto nelle gare pubbliche.
  • IFC4: consigliato per progetti complessi, Facility Management e Digital Twin grazie alla maggiore ricchezza di dati.

 3. Configura correttamente i P-Set (Property Set)
Mappa le proprietà necessarie in modo chiaro e coerente, evitando dati superflui o ridondanti che appesantiscono il modello e complicano la verifica.

 4. Verifica il file con software indipendenti
Usa strumenti come Solibri, BIMcollab o BIMVision per controllare integrità e leggibilità del file prima della consegna.

 5. Testa l’interoperabilità con il file nativo
Confronta il file IFC con il modello originale per individuare eventuali perdite di informazioni (soprattutto su materiali, codici LOD e LOI) per correggerle in tempo.

Cosa succede se l’IFC non è gestito nel modo corretto?

Un IFC non gestito o impostato correttamente può causare serie conseguenze, con impatti su tempi, costi e reputazione professionale. Ecco alcuni scenari :

1. Perdita di dati critici                                                        

  • Caso 1: in una gara pubblica per una scuola, l’IFC consegnato dall’impresa non conteneva le proprietà termiche dei serramenti richieste dal capitolato.
    Conseguenza: modello respinto, tempi di revisione allungati di 3 settimane e ritardi nella validazione del SAL.

2. Clash detection inefficace

  • Caso 2: se gli elementi non sono classificati correttamente (es. un pilastro esportato come “Generic Model”), i software di verifica non riconoscono le interferenze.
    Conseguenza: errori non rilevati, con rischi di varianti in corso d’opera e aumento dei costi.

3. Duplicazione del lavoro

  • Caso 3: un IFC incoerente obbliga i verificatori a ricostruire parte del modello o a chiedere un nuovo invio.
    Conseguenza: perdita di tempo e maggiore conflittualità tra impresa e stazione appaltante.

4. Problemi nel Facility Management

  • Caso 4: un modello senza codici univoci per i materiali o senza informazioni manutentive diventa inutile per il gestore dell’edificio.
    Conseguenza: il committente perde fiducia nel BIM e l’impresa perde competitività per future gare

IFC: un caso di successo

Un progetto emblematico di utilizzo corretto del formato IFC è quello di un nuovo ospedale in Emilia-Romagna, realizzato con un approccio BIM integrato e fortemente orientato al Facility Management.

Si tratta di un ospedale di oltre 45.000 mq distribuito su più padiglioni, con impianti complessi e standard igienico-sanitari molto rigorosi.

Obiettivo della committenza: disporre, già al termine dei lavori, di un modello digitale utilizzabile per la manutenzione e la gestione degli spazi (asset management), in linea con i requisiti CAM e con la normativa regionale sul BIM.

Strategia adottata dall’impresa

  1. Configurazione avanzata dei P-Set
    Ogni oggetto è stato arricchito con:
    • Codici UNI 8290 per la classificazione delle strutture edilizie.
    • Parametri manutentivi: frequenza degli interventi, tipo di manutenzione (ordinaria/straordinaria), schede tecniche dei produttori.
    • Codici EWC per la gestione del fine vita dei materiali, in ottica di circolarità.
  2. Controllo qualità continuo
    L’impresa ha istituito un team dedicato al Model Checking che, durante tutta la fase di progettazione esecutiva e costruttiva, ha verificato periodicamente il modello IFC tramite Solibri Model Checker e Navisworks.
  3. Coinvolgimento della committenza
    Già in fase di costruzione, il RUP e il futuro gestore dell’ospedale hanno avuto accesso al modello IFC tramite un Common Data Environment (CDE), potendo validare in anticipo i dati rilevanti per la manutenzione.
  4. Formazione del personale addetto al FM
    Nei mesi precedenti la consegna, il personale addetto al Facility Management ha seguito brevi sessioni di formazione per comprendere come interrogare il modello IFC e aggiornare i dati in autonomia.

Risultato? Riduzione del 15% dei tempi di consegna e bonus premiale previsto dal contratto per la qualità dei dati.

Conclusioni: l’IFC è un’opportunità, non un semplice requisito

L’IFC non è solo un obbligo formale nelle gare d’appalto: è uno strumento potente per collaborare meglio, ridurre errori e dare valore al modello BIM lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio.

Ma attenzione:
✔️ Un IFC mal gestito = più contenziosi, ritardi e costi extra.
✔️ Un IFC ben strutturato = maggiore affidabilità, reputazione e competitività sul mercato.

Investire nella formazione di team capaci di gestire correttamente l’export e il controllo qualità del file IFC è ormai una necessità strategica per chi lavora nel mondo delle costruzioni digitali.

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