CAM Edilizia 2025: cosa cambia rispetto al 2022

I CAM Edilizia 2025 non sono un semplice aggiornamento del DM 23 giugno 2022.
Sono, di fatto, un cambio di impostazione che impatta il modo in cui si progettano le opere pubbliche, si costruiscono le gare e si gestiscono i cantieri.
Chi li affronta come un adempimento ambientale finale, da “sistemare” prima della consegna, oggi si espone a errori, incoerenze e perdita di competitività.
Il punto non è fare più sostenibilità, ma governare il processo in modo diverso.
CAM Edilizia e nuovo Codice Appalti: perché il contesto è cambiato
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023 e del correttivo 209/2024, i CAM vengono richiamati in modo esplicito dall’articolo 57 del Codice dei Contratti Pubblici. Questo passaggio è tutt’altro che formale.
I criteri ambientali non sono più un riferimento esterno o un allegato tecnico, ma diventano parte integrante delle regole di affidamento. La nuova versione dei CAM Edilizia (Allegato 1 – 2025) nasce proprio per allinearsi a questo assetto normativo.
Il risultato è chiaro: oggi i CAM incidono direttamente su progettazione, gara ed esecuzione. Gestirli in modo separato dal progetto non è più possibile senza generare attriti operativi.
Da checklist a processo: il vero cambio di paradigma
Uno degli errori più comuni nell’applicazione dei CAM 2022 è stato trattarli come una checklist.
Prima si progettava, poi si verificava la conformità ambientale, spesso a valle, quando le scelte principali erano già state fatte.
I CAM Edilizia 2025 superano definitivamente questo schema. I criteri ambientali entrano nelle decisioni progettuali fin dalle prime fasi e accompagnano l’intero ciclo di vita dell’opera. La verifica non è più un momento isolato, ma un processo continuo.
Questo approccio è coerente anche con l’evoluzione del principio DNSH – Do No Significant Harm, che non chiede di sommare adempimenti, ma di evitare soluzioni che funzionano bene su un aspetto e creano danni su un altro.
In questo contesto, BIM e CAM smettono di essere due binari paralleli. Quando vengono gestiti in modo disallineato, aumentano la complessità; quando invece dialogano, diventano uno strumento di controllo e semplificazione.
La Relazione CAM cambia ruolo (e peso)
Con i CAM 2022, la Relazione CAM era spesso un documento accessorio. Redatta per la gara, raramente aggiornata, quasi mai integrata davvero con capitolati, computi e cantiere.
La nuova versione dei CAM ribalta questa impostazione.
La Relazione CAM diventa il documento centrale di governo della coerenza ambientale del progetto. Serve a dimostrare non solo che un criterio è rispettato, ma perché lo è, come è stato tradotto in scelte progettuali e come verrà verificato nelle fasi successive.
Non è più un documento statico. In caso di varianti rilevanti, deve essere aggiornata. Questo richiede maggiore attenzione alla tracciabilità delle informazioni e alla coerenza tra elaborati.
Progettazione: i CAM entrano prima, non dopo
Il vero impatto dei CAM Edilizia 2025 si sente in fase di progettazione.
Non tanto per l’introduzione di singoli nuovi criteri, quanto per il momento in cui questi criteri entrano in gioco.
Oggi temi come l’adattamento climatico, la gestione delle acque, il microclima, la qualità ambientale interna e l’inserimento del verde non possono più essere trattati come elementi accessori. Diventano parte strutturale delle scelte iniziali, già dal PFTE.
Anche parametri apparentemente tecnici, come quelli legati alla riflettanza solare delle superfici esterne (SRI), obbligano a ragionare sul contributo delle scelte materiche al comfort urbano e alla mitigazione dell’isola di calore. Non è più sufficiente “verificare a posteriori”.
Questo comporta un cambio di responsabilità per il progettista. Le scelte devono essere motivate non solo in termini funzionali o prestazionali, ma anche ambientali, e soprattutto devono essere verificabili.
Materiali e prodotti: dalla dichiarazione alla tracciabilità
Sul tema dei materiali, la differenza tra CAM 2022 e CAM 2025 è netta.
In passato, la conformità veniva spesso gestita con dichiarazioni generiche o certificazioni poco leggibili, demandando molte decisioni alla fase esecutiva.
Oggi questo approccio non è più sostenibile. I CAM aggiornati richiedono tracciabilità, mezzi di prova chiari e collegamenti espliciti tra requisiti, prodotti e documentazione.
EPD, contenuto di materiale riciclato, qualificazione dei sottoprodotti e certificazioni ambientali devono essere considerati già in fase progettuale, tenendo conto della reale disponibilità sul mercato e degli impatti economici.
Il progettista non può più limitarsi a prescrizioni astratte, e l’impresa non può più improvvisare la supply chain a lavori avviati. Le scelte fatte a monte diventano determinanti per la riuscita dell’intervento.
Cantiere: dalla gestione formale alla responsabilità operativa
Nei CAM 2022 la gestione ambientale del cantiere era spesso centrata sulla documentazione.
Con i CAM 2025 il cantiere diventa il luogo in cui la sostenibilità deve essere visibile, misurabile e verificabile.
La gestione di polveri, rifiuti da costruzione e demolizione, macchine operatrici e fasi emissive non è più un aspetto marginale. Anche la formazione del personale con ruoli di coordinamento assume un peso concreto. ll cantiere, oggi, restituisce immediatamente la qualità del lavoro svolto nelle fasi precedenti. Quando progetto, capitolati e Relazione CAM sono coerenti, la gestione risulta più fluida. Quando non lo sono, le criticità emergono tutte insieme.
Criteri premianti: da fastidio a leva strategica
I criteri premianti non sono più un’aggiunta marginale.
Nei CAM Edilizia 2025 diventano uno strumento attraverso cui la stazione appaltante seleziona competenze reali e qualità progettuale.
LCA, LCC, competenze certificate, sistemi di monitoraggio e valutazioni ESG funzionano solo se sono coerenti con il progetto e sostenuti da un metodo solido. Inserirli in modo opportunistico produce offerte fragili, difficili da sostenere in fase di verifica.
Oggi i criteri premianti sono una leva di posizionamento, non un fastidio da subire.
Il vero impatto dei CAM Edilizia 2025 è organizzativo
Il cambiamento più profondo non riguarda i singoli criteri, ma l’organizzazione del lavoro.
La sostenibilità non può più essere trattata come una specializzazione laterale. Diventa una dimensione trasversale del progetto che coinvolge progettazione, gara e cantiere.
Per gli studi di progettazione significa integrare le competenze ambientali nel processo ordinario, non sovrapporle. Per le imprese significa pianificare prima, strutturare la supply chain e investire in competenze operative. Per le stazioni appaltanti significa scrivere bandi più consapevoli e saper valutare offerte tecnicamente complesse.
Conclusione
I CAM Edilizia 2025 non chiedono di aggiungere un ulteriore livello di burocrazia.
Chiedono di lavorare in modo più coerente, anticipato e consapevole.
Continuare a operare come nel 2022 non è più sufficiente.
Chi governa il processo riduce i rischi, migliora la qualità delle offerte e rende il proprio lavoro più solido nel tempo.
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